While looking for (new) pictures of any Amazon Cross around the web, I came across Van nicholas official website and had a look oat the geometry of my frame.
Head tube is 72° and the seat tube is 73,5°, which is (I think) somehow normal but, going back to an old Morati catalogue, I found out that my HC 1.3 has 71°-73° that is incredibly closer to the current CX setup of my Amazon.
With a fork 1cm shorter (Crisp...), it can reach the same steep head tube angle.
c
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giovedì 21 giugno 2018
mercoledì 17 gennaio 2018
Brake bosses
I was reading this article this morning:
http://www.bikeradar.com/commuting/gear/article/the-greatest-commuter-bike-ever-51499/
And I noticed the Moots Mounts on the rear triangle (they can be used on a fork as well).
One picture worths more than 10.000 posts.
(Picture taken from http://www.vintagemtbworkshop.com/1984-moots-mountaineer.html)
It’s incredible how simple this has been engineered back in 1984, with the clear intention to use different wheel size on the same bike (course, you may have the need to use a brake booster).
Just think about the “new” gravel craziness with it's need to switch your wheels (between 700c and 27,5) while Moots was doing that, for the same purpose, more than 30 years ago.
C
http://www.bikeradar.com/commuting/gear/article/the-greatest-commuter-bike-ever-51499/
And I noticed the Moots Mounts on the rear triangle (they can be used on a fork as well).
One picture worths more than 10.000 posts.
(Picture taken from http://www.vintagemtbworkshop.com/1984-moots-mountaineer.html)
It’s incredible how simple this has been engineered back in 1984, with the clear intention to use different wheel size on the same bike (course, you may have the need to use a brake booster).
Just think about the “new” gravel craziness with it's need to switch your wheels (between 700c and 27,5) while Moots was doing that, for the same purpose, more than 30 years ago.
C
lunedì 15 gennaio 2018
Shed leftovers
So, besides the old Atala Top Al and the rusty steel road Marin (even though the stays say Moser... something good for a new story), nothing really good is left on my shed.
I sold (for few bucks...) everything. My 29er Kona is left (but is currently in a shop, should bring it back here).
Ironically, I brought with me more than 10 cranksets... what should I do with these?



c
I sold (for few bucks...) everything. My 29er Kona is left (but is currently in a shop, should bring it back here).
Ironically, I brought with me more than 10 cranksets... what should I do with these?



c
venerdì 5 gennaio 2018
Reverse thumb shifter
... che in inglese fa un figurone ma in italiano sarebbe un più modesto: comando cambio rovesciato (e farebbe pensare ad un motociclista integralista)!
Si racconta che anche il buon Greg Herbold sia stato il primo ad usare i comandi XT sopramanubrio in versione rovesciata. Non ho trovato nessuna foto in rete che lo confermi. Le foto più risalenti si riferiscono alla Myiata che usò a Durango nel 1990 ma in quel periodo Shimano produceva già i Rapidfire (modello Push Push).
Ad ogni buon conto, non fu il solo a farlo. Moltissimi atleti preferivano questo setup al classico sopramanubrio, anche nell'era dei Rapidfire (tutti conoscono la storia dell'affidabilità dei thumb shifters).
Tempo fa, comprai un set manubrio da crono con dei comandi Shimano Ultegra a 9v (sebbene il venditore fosse convito che quelli fossero a 10v, millantando di averli usati con un setup a 10v...). Il comando destro aveva una indicizzazione traballante, forse dovuta all'uso. Non era in grado di tenere la marcia, troppo gioco. Potrebbe sempre essere un buon comando deragliatore (vedi sotto).
Ho preso, allora, il comando sinistro, nativamente a frizione perché da usare con il deragliatore, montandolo su un supporto Paul (dovrei prima o poi comprare un set di quelli a cerniera da spostare pià facilmente).
L'ho quindi installato sulla destra del manubrio, in posizione rovesciata, collegandolo ad un vecchio (e un tempo NOS) cambio 105 degli anni 90).
Ecco qualche foto.
_____
... if you use English sounds always better.
Apparently, it was the good old Greg Herbold to use, during a race, the good XT thumb shifters upside down. There are no picture to corroborate that assumption. The oldest ones are about the Miyata that he used in Durango, 1990, but at that time Shimano already introduced the new Push-Push Rapidfire shifter.
Anyway, he was not the only one to do so. Many athletes used to have this setup, even when Rapidfire were sold (everyone knows the legendary reliability of the thumb shifter).
Some time ago I bought a TT bar with 9s Ultegra bar end shifters, the seller told me (with a bold voice) that these shifters were 10s, pretending he was using them with a 10s setup...). Anyway, the rear derailleur shifter is slightly loose, perhaps badly worn out. It can't keep the right gear, it can be used for the front derailleur (see below).
I used the front shifter, with no indexing, with a Paul support (I should buy the new hindged version, sooner or later).
Then I installed it on the right hand side of the handlebar, upside down, linking it to an old (used to be a NOS) 105 rear mech from 90s.
_____
1.

2.

E' da un paio di settimane che uso la bici con questo setup, soltanto in città (e, more solito, entro il piccolo parco - con annessa pista BMX) che percorro quotidianamente.
Una volta presa la mano alla cambiata a frizione, non ci sono grossi problemi. Anzi, il manubrio resta molto pulito così.
Chissà come sarebbe con entrambi i comandi ed una doppia...
c
Si racconta che anche il buon Greg Herbold sia stato il primo ad usare i comandi XT sopramanubrio in versione rovesciata. Non ho trovato nessuna foto in rete che lo confermi. Le foto più risalenti si riferiscono alla Myiata che usò a Durango nel 1990 ma in quel periodo Shimano produceva già i Rapidfire (modello Push Push).
Ad ogni buon conto, non fu il solo a farlo. Moltissimi atleti preferivano questo setup al classico sopramanubrio, anche nell'era dei Rapidfire (tutti conoscono la storia dell'affidabilità dei thumb shifters).
Tempo fa, comprai un set manubrio da crono con dei comandi Shimano Ultegra a 9v (sebbene il venditore fosse convito che quelli fossero a 10v, millantando di averli usati con un setup a 10v...). Il comando destro aveva una indicizzazione traballante, forse dovuta all'uso. Non era in grado di tenere la marcia, troppo gioco. Potrebbe sempre essere un buon comando deragliatore (vedi sotto).
Ho preso, allora, il comando sinistro, nativamente a frizione perché da usare con il deragliatore, montandolo su un supporto Paul (dovrei prima o poi comprare un set di quelli a cerniera da spostare pià facilmente).
L'ho quindi installato sulla destra del manubrio, in posizione rovesciata, collegandolo ad un vecchio (e un tempo NOS) cambio 105 degli anni 90).
Ecco qualche foto.
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... if you use English sounds always better.
Apparently, it was the good old Greg Herbold to use, during a race, the good XT thumb shifters upside down. There are no picture to corroborate that assumption. The oldest ones are about the Miyata that he used in Durango, 1990, but at that time Shimano already introduced the new Push-Push Rapidfire shifter.
Anyway, he was not the only one to do so. Many athletes used to have this setup, even when Rapidfire were sold (everyone knows the legendary reliability of the thumb shifter).
Some time ago I bought a TT bar with 9s Ultegra bar end shifters, the seller told me (with a bold voice) that these shifters were 10s, pretending he was using them with a 10s setup...). Anyway, the rear derailleur shifter is slightly loose, perhaps badly worn out. It can't keep the right gear, it can be used for the front derailleur (see below).
I used the front shifter, with no indexing, with a Paul support (I should buy the new hindged version, sooner or later).
Then I installed it on the right hand side of the handlebar, upside down, linking it to an old (used to be a NOS) 105 rear mech from 90s.
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1.

2.

E' da un paio di settimane che uso la bici con questo setup, soltanto in città (e, more solito, entro il piccolo parco - con annessa pista BMX) che percorro quotidianamente.
Una volta presa la mano alla cambiata a frizione, non ci sono grossi problemi. Anzi, il manubrio resta molto pulito così.
Chissà come sarebbe con entrambi i comandi ed una doppia...
c
lunedì 10 aprile 2017
Di tutto un po'
Dunque, tante cose oggi da scrivere.
Smonto tutto (potrei fare un post di sole magagne che ci ho trovato dentro) e noto che il cannotto è crepato, cavoli!

Ho avuto indietro i soldi e tenuto la bici però è stata un'esperienza nuova. Mai avuto un telaio danneggiato. Ho anche provato a contattare alcuni telaisti ma è stato più semplice rivendere il telaio con l'avviso che era crepato. Un giorno sono venuti a prenderlo, senza fare storie. E dalla conversazione che ho avuto con il compratore (che non sembrava uno con due lauree ad Harvard) l'avrebbe montato e usato così, senza ripararlo...
Iniziamo con una nota di tristezza. L'altro giorno vado in un negozio (sembra pure abbastanza noto) qui a Dublino e chiedo delle leve per flat bar, specifiche per tiro road-cantilever. Dopo mezz'ora a spiegare ogni inutile dettaglio, il meccanico mi mette in mano un paio di leve senza nome per vbrake. Allora gli inizio ad accennare che non siano compatibili e su come avrebbe potuto verificarlo facilmente su internet, il meccanico ha sibilato qualcosa come: "valli a cercare su internet"...
Doppiamente ignorante, direi.
Le leve mi sarebbero servite per la Arenberg che però è volata via come un lampo.
Quando la comprai, sapevo che il fodero orizzontale sinistro era stato riparato. Il venditore mi aveva detto che (cosa curiosa) aveva montato male una ruota con copertoncino da 28 e questo aceca "consumato" quasi all'osso un fodero in titanio (fatto da Litespeed). Insomma, faccio a fidarmi e me la porto a casa.


Smonto tutto (potrei fare un post di sole magagne che ci ho trovato dentro) e noto che il cannotto è crepato, cavoli!

Ho avuto indietro i soldi e tenuto la bici però è stata un'esperienza nuova. Mai avuto un telaio danneggiato. Ho anche provato a contattare alcuni telaisti ma è stato più semplice rivendere il telaio con l'avviso che era crepato. Un giorno sono venuti a prenderlo, senza fare storie. E dalla conversazione che ho avuto con il compratore (che non sembrava uno con due lauree ad Harvard) l'avrebbe montato e usato così, senza ripararlo...
Così sono finito per avere un mezzo gruppo stradale (spurio) che sta nella nuova casetta. Non è abbastanza per costruirci una bici ma lo è per modificarne una.
Ho messo fuori la Morati e ho montato un attacco da 60 Deda e la piaga Specialized compact in carbonio da strada che ho tolto dalla Litspeed. Comandi 105 ben usati (stessa provenienza) e il problema principale sono stati i freni. Avendo dentro gli adattatori Mavic, avrei potuto montare dei cantilever ma volevo provare qualcosa di diverso. Ho comprato su internet dei vbrakes simili ai Pauls Motolite (con braccio lungo e regolabiel) ma di origine cinese (un sesto del prezzo).
So che il tiraggio è diverso e che non sono compatibili (l'ho anche scritto quassù) ma dato che avrei dovuto sollevare di un paio di centimetri l'ancoraggio del pattino, questo avrebbe dovuto diminuire il tiro necessario. Ora, io non credo di avere fatto i conti come si deve, siamo ancora a metà strada, i freni funzionano ma sono regolati a pochi millimetri dal cerchio e appena diventerà storto dovrò regolarli ancora. Poi sono troppo flessibili e se strizzo la leva, questa risulta avere troppa corsa. Per adesso li ho provati solo sull'asciutto. Ho un po' di timore per il bagnato, soprattutto quando monto il carrello. Magari in futuro prendo dei mini vbrake con gli adattatori per il pattino freno.
Un'altra modifica è stata di montare il cavo del cambio rovesciato (come Shimano consiglia quando si doveva adattare il vecchio Dura Ace con il tiraggio diverso, così da diminuire il tiro della leva), in questo modo, visto che non ho cassette da 10v (o meglio, mi manca uno spessore da 1mm, ché la cassetta l'avrei), ci ho messo una cassetta da 11-32 (Sram, fino a poco fa avevo una orrenda HG50 11-34 che andava bene per prendere le misure del monocorona). Il cambio (il 105 tolto dalla solita Arenberg) non ha sbagliato un colpo finora.
venerdì 18 novembre 2016
Come va questa single speed
È oramai un bel po' che giro con la single speed. Ecco, senza un preciso ordine logico, le mie (inutili per il mondo) impressioni.
La linea della bici è molto bella e pulita. Se non fosse per i parafanghi e magari rimontando l'attacco Thomson, sarebbe quasi da copertina.
Rumore meccanico ne fa esattamente quanto una bici col cambio (ben regolato, come ogni mia bici, modestamente...).
Insieme alla linea, sono certo che anche il peso ne abbia giovato ma è solo un contentino. Se poi alla bici ci aggiungiamo i parafanghi, le luci e anche due gomme da mezzo chilo l'una, quei trecento grammi risparmiati sono soltanto un'illusione.
C'è poi da dire che, soprattutto se parliamo di commuting, l'assenza di cambio o di altre parti in movimento è un vantaggio. Quel che non c'è non si rompe, dicevano una volta. Eppoi, su una bici che potrebbe potenzialmente essere esposta a 10 ore di intemperie, avere qualcosa in meno di cui preoccuparsi non può che essere vantaggioso.
Su strada. Devo premettere che la strada che mi porta al lavoro la mattina ha un solo strappato di circa duecento metri. Al ritorno, per fortuna, gli strappi sono due, ma entrambi molto brevi. Detto questo, trovo la SS molto semplice da guidare. Si pedala. Nient'altro.
Mi sembra che vere un solo rapporto mi sproni a pedalare di più, soprattutto quando la mia velocità si abbassa. Non diciamo nulla, so che si tratta di una idea fin troppo romantica e molto probabilmente poco scientifica. Dall'altro lato, però, mi ritrovo molti spesso a cadenze un po' troppo basse. La mattina, quando per evitare di arrivare al lavoro troppo sudato, cerco di limitare l'intensità della pedalata, ho una cadenza media di circa 60 pedalate al minuto che aumentano a poco più di 70 al ritorno (tardo pomeriggio).
Visto che va molto di moda dare un punteggio a tutto, dico che più di 7.5 / 10 la SS non merita. Forse se avessi un telaio solo SS (o che fosse regolabile pe evitare la bruttura del regolatore di tensione), forse se avessi anche un'altra bici, allora il mio giudizio potrebbe anche cambiare (e non è detto che debba cambiare in meglio).
C
domenica 9 ottobre 2016
Single speed
Proprio ieri sera, su Amazon ho comprato, tra le altre cose, un kit single speed.
In questi giorni, sto meditando di fare la Lancaster single speed (ovviamente con un tensionatore). Il kit che ho preso costa il giusto e ha un pignone da 16. Alle brutte si può sempre comprare un pignone diverso.
D'altronde non uso niente di più del 17 / 19 su strada (con la corona da 40, ma avrei da parte anche una bella PMP nuova da 38). Passare ad un 16, senza la complicazione del cambio e pacco pignoni, dovrebbe essere quasi identico.
Una alternativa sarebbe di alleggerire la bici. Primo: ruote. Siccome non ho soldi (ma neanche volia) di spendere un capitale in ruote, posso pure prendere un paio di pneumatici da 25 (o anche meglio, da 28) solo stradali (adesso vado in giro con le Rapid Rob che c'erano sulla Boardman in origine).
Secondo: tutto il resto. Via i parafanghi (esiste una versione di ass saver più estesa che pesa poche decine di grammi). Via il TItec, mettiamo subito una piega da strada, tanto le leve nude (cioé senza i comandi integrati) le ho.
L'inverno è lungo ed io ho poca voglia di pedalare fino al lavoro, quindi...
c
domenica 25 settembre 2016
Il primo giorno di Lancaster
Proprio ieri sono andato al lavoro in bici con la Lancaster.
Rispetto alla foto pubblicata due giorni fa, ho aggiunto i parafanghi (per sicurezza, non si sa mai), e via.
La posizione in sella la conosco bene e mi piace, mi sembra quasi comoda rispetto alla Boardman (sarà l'abitudine?).
Devo ammettere che il movimento centrale è molto alto e non riesco neanche ad appoggiare la punta del piede per terra. Immagino che sia una caratteristica del telaio, probabilmente accentuata dalle ruote grandi. Una cosa mai successa con la Boardman.
Avere cambiato la forcella, più corta adesso, l'ha resa più reattiva e in città questo mi sembra un punto a favore. In più anche ad occhio la bici è più armonica, senza quell'eccessivo spazio davanti e l'altezza dell'avantreno che la rendeva un po' sgraziata (sì, l'ammetto!). Inoltre con la Crisp il piede non interferisce con la ruota, neanche con il parafango.
Ho leggermente modificato l'inclinazione del manubrio, portandolo quasi parallelo al terreno.
Ho leggermente modificato l'inclinazione del manubrio, portandolo quasi parallelo al terreno.
Passiamo alla trasmissione. Ho montato una guarnitura SLX con una corona singola Carbon-TI da 40 denti (che però appartiene ad una doppia e ha rampe e denti conformati per la cambiata).
Ho usato inizialmente il dente di cane e adesso sono passato ad un primitivo sistema di ritenuta della catena ma temo che non sia abbastanza.
Ho usato inizialmente il dente di cane e adesso sono passato ad un primitivo sistema di ritenuta della catena ma temo che non sia abbastanza.
Il cambio è il solito Dura-Ace 7700 e la cassetta a 9v da 12-25.
Per il percorso che faccio ogni giorno, con due strappetti leggerissimi, questa cassetta va benissimo, il grosso del tempo lo passo sul 17 o 19.
Immagino che potrei anche spingermi fino ad una corona da 42 o 44 e magari mettere una cassetta da 11-28.
Alcuni problemi da risolvere.
Lasciando la trasmissione così com'è, devo accorciare la catena di tre o quattro maglie.
In due diverse occasioni, durante due uscite, la catena è caduta all'esterno (avevo solo il dente di cane montato).
In due diverse occasioni, durante due uscite, la catena è caduta all'esterno (avevo solo il dente di cane montato).
Il risultato è che devo assolutamente montare un paracorona o un sistema di ritenzione della catena. Probabilmente il paracorona è la soluzione migliore nella prospettiva di un uso cittadino.
c
domenica 18 settembre 2016
Una bici in meno
Bene, la Boardman è andata via oggi. Chi l'ha comprata sembra una persona competente (a sentire le sue parole, avrebbe una S-World stradale). L'ho venduta praticamente quanto l'ho presa, l'unica seccatura è stata dover rimontare la bici quasi come da fabbrica.
Ho dovuto risistemare anche la Lancaster, nel caso voglia andare al lavoro con la bici in questi giorni.
Mi chiedo adesso se e quanto sia necessario prendere una bici nuova.
In questo periodo esco solo per andare al lavoro e il fine settimana lo passo a casa e spendere soldi per una bici che non userei, mi rende perplesso.
D'altronde se la Lancaster funzionasse bene (e per quale motivo non dovrebbe?) sarebbe perfetta da usare tutti i giorni.
Vabbè, detto questo, facciamo a immaginare cosa prendere. Onestamente ho in mente due cose, offerte permettendo:
O. la prima è una bici puramente stradale, magari sugli otto chili (non di più). Sarebbe molto bella anche senza i freni a disco, in nome della leggerezza. E, date le strade di qui, anche un setup con una sola corona andrebbe bene, qualcosa tra 46 e 50.
OO. Una all road in titanio. Bella ed eterna. E qui l'unica soluzione sarebbe un telaio On One, Pickenflick. Peccato davvero, il mese scorso andava via a 700 euro, adesso è già salita. Peggio che una giornata in Borsa. Avrei qui dentro quasi tutti i pezzi, persino le ruote.
Con ogni probabilità starò alla finestra, aspettando che spunti qualche bella offerta e vedrò.
C
sabato 17 settembre 2016
Boardman addio
Molto probabilmente domani qualcuno verrà a prendere la Boardman per portarla via.
Non so che pensare, se sia un bene o no. La comprai a buon prezzo e la sto vendendo praticamente allo stesso prezzo. Mi piace pensare che lo sia.
Adesso inizio a pensare come sistemare la Lancaster e vedere se e quanto sia adatta al commuting. Poi magari penserò a prendere qualcos'altro. Mi dispiace scriverlo (e sono anche un po' deluso) ma forse la prossima bici sarà una stradale. Non so neanche se con i dischi. Qui fuoristrada non se ne fa ed è inutile prendere una cosa pesante e lenta.
A domani gli aggiornamenti.
c
sabato 10 settembre 2016
Com'è andata col commuting
Allora, premettiamo subito che su due settimane (prendo come data d'inizio il 29 agosto), ho fatto solo tre giorni di commuting in bici, ecco un brevissimo e parziale resoconto.
1. Incredibile! Non ci sono parole. Pedalare per andare al lavoro è davvero un'occasione unica. Nel mio modesto caso faccio poco meno di 10 km per tratta, quindi circa 19 km al giorno. E' tutto tratto urbano, mille semafori con continui stop e un dislivello di meno di 50 metri.
2. Dopo i primi tre giorni mi è partito un gran mal di schiena, forse dovuto al pessimo zaino che ho dovuto usare per andare al lavoro.
3. Il soprasella ha retto bene - almeno per i tre giorni.
4. La corona singola da 40 denti è perfetta per il mio livello di allenamento (molto probabilmente, potrei anche arrivare a 46 una volta ben allenato).
Poi, un po' per il mal di schiena, un po' perché mi aspettava una settimana di abito obbligatorio al lavoro, ho preferito non usare la bici.
Progetti per il futuro?
Intanto ho montato il Midge che avevo portato da casa (insieme all'attacco corto e rialzato, vediamo come andrà). Insieme a questo ho usato le leve freno Tektro e il manettino Dura-Ace a 10v (solo comando cambio). Il cambio, ovviamente, l'ho sostituito con uno XT Shadow a gabbia media di quelli vecchi a 9v (lo stesso che fu montato sulla Paduano).
Magari in futuro potrei decidere di prendere un portapacchi per risparmiare la schiena oppure, in un eccesso di correttezza, un trailer ber il bimbo.
s
1. Incredibile! Non ci sono parole. Pedalare per andare al lavoro è davvero un'occasione unica. Nel mio modesto caso faccio poco meno di 10 km per tratta, quindi circa 19 km al giorno. E' tutto tratto urbano, mille semafori con continui stop e un dislivello di meno di 50 metri.
2. Dopo i primi tre giorni mi è partito un gran mal di schiena, forse dovuto al pessimo zaino che ho dovuto usare per andare al lavoro.
3. Il soprasella ha retto bene - almeno per i tre giorni.
4. La corona singola da 40 denti è perfetta per il mio livello di allenamento (molto probabilmente, potrei anche arrivare a 46 una volta ben allenato).
Poi, un po' per il mal di schiena, un po' perché mi aspettava una settimana di abito obbligatorio al lavoro, ho preferito non usare la bici.
Progetti per il futuro?
Intanto ho montato il Midge che avevo portato da casa (insieme all'attacco corto e rialzato, vediamo come andrà). Insieme a questo ho usato le leve freno Tektro e il manettino Dura-Ace a 10v (solo comando cambio). Il cambio, ovviamente, l'ho sostituito con uno XT Shadow a gabbia media di quelli vecchi a 9v (lo stesso che fu montato sulla Paduano).
Magari in futuro potrei decidere di prendere un portapacchi per risparmiare la schiena oppure, in un eccesso di correttezza, un trailer ber il bimbo.
s
sabato 27 agosto 2016
Una scatola da molto lontano
Poco prima di partire da casa, ho deciso di riempire una scatola di cartone con cose (provenienti dalla casetta) che potrebbero fare comodo.
Gli attrezzi (ordinari e specifici da bici) ma soprattutto componenti.
Ho iniziato (non so neanche io perché) con la forcella Crisp.
Poi ci ho messo il Midge tolto dalla Paduano (vendetti il solo telaio) e ho continuato con buona parte dei suoi componenti (trasmissione soprattutto).
Ho una bella guarnitura SLX con corone PMP da 26-38 (non si sa mai) e una pletora di corone (Carbon-TI per MTB, singole per BCD 110mm) e due cassette a 10v (11-28 e 11-36).
È' ridicolo, ovviamente, che abbia portato così tanto componenti e nessuna bici da montare, però mi è piaciuta l'idea di avere una cassetta dei giochi tutta mia.
S
martedì 16 agosto 2016
La valigia di cartone
Parliamo del nuovo inizio. Nella casetta mi è rimasta solo la Morati (e la Cadex da terminare).
Ho, purtroppo, anche parecchi componenti che dovrò, prima o poi, rivendere. L'unica rogna in certe situazioni, è che la vendita dei singoli pezzi richiede molto tempo (uno dei tanti motivi per i quali ho preferito tenere la Morati tutta intera).
Cosa succede adesso?
In casetta resteranno le due bici (almeno finché potrò, poi cercherò di portarle con me).
Data l'impossibilità di tenere a Dublino più di una-due bici, che cosa dovremmo tenere dentro?
L'idea che mi frulla in mente è quella di tenere una ciclocross-gravel in titanio e forse una bici da "stazione".
Non ci sono molte alternative per avere una C-G in titanio. E nessuna di queste è mainstream nè tantomeno economica.
Una opzione interessante è il titanio prodotto da On-One (Pickenflick su tutte).
Ho letto ottime recensioni del telaio e per adesso (il solo telaio + forcella) è in offerta.
Tuttavia il problema è cosa fare della Boardman, ancora troppo nuova. Non tutti i componenti andrebbero su quel telaio (la guarnitura, ad esempio) o non varrebbe la pena spostare (le ruote).
Potrei, da un lato, vendere il telaio e forcella e recuperare i pezzi per costruirmene una nuova, o, ad essere molto fortunati, vendere tutta la bici.
La seconda opportunità mi lascerebbe meno spazi di manovra con il montaggio ma mi farebbe -forse- molto più comodo. Sarei libero da precedenti standard (come il movimento bb30) e potrei (probabilmente) ottenere una bici montata bene grazie alle opzioni di On-One.
Domani metto la bici in vendita (lo so, non penso di avere avuto il dono del tempismo quando acquistai la Boardman).
Riguardo la bici da "stazione" la questione è che mi dispiace vendere la Lancaster e quindi penso di poterla tenere per usarla così. Ho i miei dubbi che possa funzionare bene per almeno due motivi: il tempo e la necessità di arrivare al lavoro "presentabile".
S
sabato 13 agosto 2016
Tanti addii
In queste due settimane di agosto ho, incredibilmente, fatto tantissimo spazio in casetta.
Ho dato via la Paduano, la Cinelli, il telaio Titus e il bellissimo Merlin (che fortunatamente è andato in mani amiche).
Ho regalato lo Scapin e il Liyang e un appassionato è venuto a prendere la Specialized S-Works rossa e l'omologo telaio grigio nuovo.
Ho chiesto ad un amico di provare a vendere la Kona.
Insomma, attualmente, restano solo la Morati (che più passa il tempo e più penso che potrei tenere) e la Cadex che aspetta di essere rimontata con la sua forcella rigida.
Non nascondo di essere molto triste e un po' amareggiato. Quando entro in casetta non trovo più nulla se non del materiale sparso (del quale dovrò liberarmi al prossimo giro).
Spero di continuare a scrivere qualcosa di sensato su questo blog.
S
domenica 27 marzo 2016
I'm in, again.
Allora, saltiamo alle conclusioni da subito: non ho voglia di scrivere in inglese, almeno per adesso.
Qui la situazione si è leggermente evoluta. Ho ancora la Lancaster (che non ho idea che fine farà) ma una nuova invitata si è fatta spazio dentro casa.
Preso da furia compulsiva, complice un buon sconto, ho comprato una Boardman CX Team del 2014. Una bici "tuttofare" di queste moderne. Una gravel, insomma.
Non è per nulla l'ultimo grido in fatto di tecnologia (1x...) né in fatto di leggerezza (ahimè la Redline). Però per quello che costa, dovrei cavarmela con una bici che potrò usare in qualunque momento senza troppi pensieri (amata Ritchey).
Presto altri aggiornamenti.
c
Qui la situazione si è leggermente evoluta. Ho ancora la Lancaster (che non ho idea che fine farà) ma una nuova invitata si è fatta spazio dentro casa.
Preso da furia compulsiva, complice un buon sconto, ho comprato una Boardman CX Team del 2014. Una bici "tuttofare" di queste moderne. Una gravel, insomma.
Non è per nulla l'ultimo grido in fatto di tecnologia (1x...) né in fatto di leggerezza (ahimè la Redline). Però per quello che costa, dovrei cavarmela con una bici che potrò usare in qualunque momento senza troppi pensieri (amata Ritchey).
Presto altri aggiornamenti.
c
domenica 18 gennaio 2015
Davvero, bici non se ne trovano
Dunque (conclusivo): qui le bici fanno proprio piangere.
Ieri, sabato, decido di andare in un negozio di bici che pare piuttosto conosciuto.
Mi faccio la mia mezz'ora di strada (a piedi, che per adesso ho solo quelli) e arrivo in questo posto che pare un deposito di scorie radioattive, ma senza le scorie -almeno quelle avrebbero fatto scena!
Appena fuori trovo una struttura per appendere le bici, con almeno dieci bici tutte più o meno arrugginite.
Entro dentro e la bici più bella che vedo (o la meno scarsa) è una cosa di alluminio, col gruppo misto a base di Shimano Sora, con le ruote che sembrano quelle dei bersaglieri della prima guerra (e quelle erano molto più robuste).
Chiedo di vedere qualche cosa che sia adatta al "turismo" e mi mostrano questa: Dawes Galaxy.
Usata così tanto che i pignoni sembravano cinque e non otto. Lascio stare il resto.
Mi hanno chiesto una cifra fuori da ogni logica, per la bici in sé e per la bici usata com'era.
Ora, sarò pure snob o frustrato o solo cretino, scegliete, ma non si può chiedere una cifra del genere (che non menziono per pudore) per una bici così.
Continuo a pensare che sarà meglio portarsi una bici da casa.
c
Ieri, sabato, decido di andare in un negozio di bici che pare piuttosto conosciuto.
Mi faccio la mia mezz'ora di strada (a piedi, che per adesso ho solo quelli) e arrivo in questo posto che pare un deposito di scorie radioattive, ma senza le scorie -almeno quelle avrebbero fatto scena!
Appena fuori trovo una struttura per appendere le bici, con almeno dieci bici tutte più o meno arrugginite.
Entro dentro e la bici più bella che vedo (o la meno scarsa) è una cosa di alluminio, col gruppo misto a base di Shimano Sora, con le ruote che sembrano quelle dei bersaglieri della prima guerra (e quelle erano molto più robuste).
Chiedo di vedere qualche cosa che sia adatta al "turismo" e mi mostrano questa: Dawes Galaxy.
Usata così tanto che i pignoni sembravano cinque e non otto. Lascio stare il resto.
Mi hanno chiesto una cifra fuori da ogni logica, per la bici in sé e per la bici usata com'era.
Ora, sarò pure snob o frustrato o solo cretino, scegliete, ma non si può chiedere una cifra del genere (che non menziono per pudore) per una bici così.
Continuo a pensare che sarà meglio portarsi una bici da casa.
c
mercoledì 14 gennaio 2015
Su questo lungo periodo di silenzio
L'avevo scritto appena tre post più sotto, circa cinque mesi fa. Avrei passato con ogni probabilità un periodo (breve? lungo?) di silenzio o di stop.
Ho dato via alcune bici in favore di una causa più grande e col senno del poi sono molto contento (dico così perché la mia partner legge il mio blog, altrimenti...) di aver dato via parecchie bici!
Per lavoro sono fuori e quasi certamente passerà del tempo prima di tornare alla base. Avrò tempo per parlare di questo ma intanto facciamoci due risate, che altrimenti che stiamo a fare qui.
Sono su un'isola. Fa freddo (oggi, stranamente, c'è pure la neve) e piove tanto. Ma proprio tanto. Figuriamoci che ho dovuto imparare a nuotare per quanto piove.
Ma la cosa che più mi stupisce è che qui, nonostante il tempo inclemente (ma anche inumberto o inignazio...) la gente in bici ci va eccome. Tutti i giorni. Acqua neve e vento.
Ho iniziato -ora che le cose sono sistemate- a vedere il mercato delle bici usate e farmi un'idea di quello che la gente vende.
Bene, sono tutti scassoni. Non c'è titanio manco a pagarlo a peso d'oro. Non ci sono bici di qualità neanche a cercare col metal detector. Non c'è niente. Al limite trovo delle ibride montate, sì e no, col Tourney.
Qui la mountainbike non sanno cos'è (neanche a spiegarglielo...) e il CX pensano che sia una malattia che viene quando mangi cose più leggere del burro o del lardo.
Ma la cosa peggiore (in termini politici potrebbe anche avere avuto riflessi sul mercato di robaccia che c'è qui), è che molte aziende, quando ti assumono, ti sovvenzionano l'acquisto di una bici...
Immaginate che domani mi assumono alla Sangemini e come benefit mi danno 700 euro per comprarmi una bici... Già...
Insomma, qui le cose sono diverse eppure non c'è nessuno con bici decenti -e non dico belle, ricercate, esclusive. Decenti.
Sarà che il tempo non permette.
Fosse per me, andrei in giro con una bici in titanio e ciao. Sarà ora di portarmi la Paduano o la Lancaster per far vedere a questi tizi come si va in bici?
P.S.: e tanto per continuare (la mattina presto sono scocciato e polemico di questi tempi) anche i motociclisti non è che siano un granché. Sarà che l'umido costante gli ha mangiato il cervello.
s
Ho dato via alcune bici in favore di una causa più grande e col senno del poi sono molto contento (dico così perché la mia partner legge il mio blog, altrimenti...) di aver dato via parecchie bici!
Per lavoro sono fuori e quasi certamente passerà del tempo prima di tornare alla base. Avrò tempo per parlare di questo ma intanto facciamoci due risate, che altrimenti che stiamo a fare qui.
Sono su un'isola. Fa freddo (oggi, stranamente, c'è pure la neve) e piove tanto. Ma proprio tanto. Figuriamoci che ho dovuto imparare a nuotare per quanto piove.
Ma la cosa che più mi stupisce è che qui, nonostante il tempo inclemente (ma anche inumberto o inignazio...) la gente in bici ci va eccome. Tutti i giorni. Acqua neve e vento.
Ho iniziato -ora che le cose sono sistemate- a vedere il mercato delle bici usate e farmi un'idea di quello che la gente vende.
Bene, sono tutti scassoni. Non c'è titanio manco a pagarlo a peso d'oro. Non ci sono bici di qualità neanche a cercare col metal detector. Non c'è niente. Al limite trovo delle ibride montate, sì e no, col Tourney.
Qui la mountainbike non sanno cos'è (neanche a spiegarglielo...) e il CX pensano che sia una malattia che viene quando mangi cose più leggere del burro o del lardo.
Ma la cosa peggiore (in termini politici potrebbe anche avere avuto riflessi sul mercato di robaccia che c'è qui), è che molte aziende, quando ti assumono, ti sovvenzionano l'acquisto di una bici...
Immaginate che domani mi assumono alla Sangemini e come benefit mi danno 700 euro per comprarmi una bici... Già...
Insomma, qui le cose sono diverse eppure non c'è nessuno con bici decenti -e non dico belle, ricercate, esclusive. Decenti.
Sarà che il tempo non permette.
Fosse per me, andrei in giro con una bici in titanio e ciao. Sarà ora di portarmi la Paduano o la Lancaster per far vedere a questi tizi come si va in bici?
P.S.: e tanto per continuare (la mattina presto sono scocciato e polemico di questi tempi) anche i motociclisti non è che siano un granché. Sarà che l'umido costante gli ha mangiato il cervello.
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lunedì 25 agosto 2014
Il lato oscuro
Dunque, ho sempre guardato con scientifica curiosità a quei post che, nei tanti blog, scrivono di nuove novità e improvvisi cambiamenti che influenzeranno il "diario digitale":
Ebbene, anche per me è venuto il momento di scriverne uno.
Questo agosto è stato un mese particolare e sono cambiate molte cose, in me e attorno a me.
La Swisscross, tristemente, ha dovuto cambiare casa ma so bene che il nuovo proprietario sarà amorevole come lo sono stato io.
La Soma ci aveva abbandonati già a luglio ma non è stato assolutamente difficile liberarsene.
Proprio ieri anche la Redline è andata via a far felice un ragazzino. Ed è stato un distacco leggermente più sofferto della Ritchey. Forse perché contavo di tenerla comunque o chissà perché.
In ogni caso, mi convinco ogni giorno di più che sia stata la scelta migliore. Non mi sono distaccato da nulla che non possa essere ricomprato (e migliorato se ci sarà l'occasione).
Con ogni probabilità il telaio Lancaster troverà un'altra casa e spero che anche la Paduano prenda il volo.
Mi restano poche bici. Inizierò ad usare la Titus e la Merlin per i giri di tutti i giorni?
c
Ebbene, anche per me è venuto il momento di scriverne uno.
Questo agosto è stato un mese particolare e sono cambiate molte cose, in me e attorno a me.
La Swisscross, tristemente, ha dovuto cambiare casa ma so bene che il nuovo proprietario sarà amorevole come lo sono stato io.
La Soma ci aveva abbandonati già a luglio ma non è stato assolutamente difficile liberarsene.
Proprio ieri anche la Redline è andata via a far felice un ragazzino. Ed è stato un distacco leggermente più sofferto della Ritchey. Forse perché contavo di tenerla comunque o chissà perché.
In ogni caso, mi convinco ogni giorno di più che sia stata la scelta migliore. Non mi sono distaccato da nulla che non possa essere ricomprato (e migliorato se ci sarà l'occasione).
Con ogni probabilità il telaio Lancaster troverà un'altra casa e spero che anche la Paduano prenda il volo.
Mi restano poche bici. Inizierò ad usare la Titus e la Merlin per i giri di tutti i giorni?
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lunedì 4 agosto 2014
Riflessioni d'agosto
Prima cosa: sto provando a mettere in vendita una quantità di bici. Non le uso - o le uso una volta all'anno, quindi: perché tenerle a prendere polvere?
Sto iniziando con quelle nuove (perché, d'altronde, le puoi comprare in ogni momento).
Poi vedrò con qualche pezzo della collezione.
Secondo: ho sempre più in mente di organizzare qualche cosa carina in ambito gravel.
Devo iniziare a studiare i percorsi più distanti da casa mia e segnarli.
In questo momento immagino alcuni punti fermi:
Poi vediamo
c
Sto iniziando con quelle nuove (perché, d'altronde, le puoi comprare in ogni momento).
Poi vedrò con qualche pezzo della collezione.
Secondo: ho sempre più in mente di organizzare qualche cosa carina in ambito gravel.
Devo iniziare a studiare i percorsi più distanti da casa mia e segnarli.
In questo momento immagino alcuni punti fermi:
- distanza superiore ai 50km, si arriva dal punto A al punto A (o magari al punto B ma questa è un'altra cosa) e non si ripete mail il circuito (altrimenti si fa confusione) e magari più di una opzione per il percorso (25, 50 e 100 km?)
- percorsi anche un pelo più impegnativi della semplice strada bianca (tipo la Dirty Kanza, ma quella è una corsa di 200 miglia e minimo 10 ore...);
- le mountain bike fanno classifica a parte; immaginare di limitare le coperture (tipo ciclocross) sarebbe stupido, molto meglio fare una distinzione. Percorrere 50 km di strada sterrata con una front da 29 con gomme da 2,2 è quasi come andare su una full-suspended con corse limitate di qualche anno fa...
- tutti si deve essere autosufficienti e si parte da soli (da soli!)
- al momento non immagino i costi di iscrizione e i premi ma una volta definito il tracciato...
Poi vediamo
c
lunedì 30 giugno 2014
Riflessioni - aggiornamenti di fine giugno
Non scrivo da parecchio tempo, è vero. Ho avuto qualche contrattempo e sono stato fuori qualche giorno.
Ci sono alcune cose di cui parlare, facciamolo in un unico post e con ordine.
1. Ho dato via la Emd. In sei mesi (circa) l'ho pedalata due volte. C'è altro da dire? Sì che se una 29 la monti con quello che hai a casa (soprattutto le ruote pesanti), ti accorgi dei limiti della bici. Poco male, ho un po' di spazio in più nel garage.
2. Ho comprato un bellissimo reggisella Campagnolo da 27,2 per la Soma. E' identico a quello che ho preso per la Specialized S-Works grigia che non ho ancora montato, solo molto più corto. Per la Soma va bene così, devo soltanto regolarlo.
E parlando della Soma, dovrò anche montare le ruote Bontrager ora che sono riuscito a montarci sopra i copertoni.
Non vorrei dire bestialità ma credo di avere preso la Soma senza pensare troppo. Al momento non la uso quasi mai. Preferisco di gran lunga (incredibilmente) le due ciclocross che ho a casa.
3. Ho comprato anche un paio di gomme Michelin 700x25 che potrei mettere sulle ruote da strada Shimano 550. Non le ho ancora montate ma dovrebbero essere (quanto non so ancora) più comode di quelle da 23.
c
Ci sono alcune cose di cui parlare, facciamolo in un unico post e con ordine.
1. Ho dato via la Emd. In sei mesi (circa) l'ho pedalata due volte. C'è altro da dire? Sì che se una 29 la monti con quello che hai a casa (soprattutto le ruote pesanti), ti accorgi dei limiti della bici. Poco male, ho un po' di spazio in più nel garage.
2. Ho comprato un bellissimo reggisella Campagnolo da 27,2 per la Soma. E' identico a quello che ho preso per la Specialized S-Works grigia che non ho ancora montato, solo molto più corto. Per la Soma va bene così, devo soltanto regolarlo.
E parlando della Soma, dovrò anche montare le ruote Bontrager ora che sono riuscito a montarci sopra i copertoni.
Non vorrei dire bestialità ma credo di avere preso la Soma senza pensare troppo. Al momento non la uso quasi mai. Preferisco di gran lunga (incredibilmente) le due ciclocross che ho a casa.
3. Ho comprato anche un paio di gomme Michelin 700x25 che potrei mettere sulle ruote da strada Shimano 550. Non le ho ancora montate ma dovrebbero essere (quanto non so ancora) più comode di quelle da 23.
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